lunedì 28 maggio 2007

LIBERTA' D'ESPRESSIONE

Quando si difende la libertà di espressione di qualcuno, si lascia da parte il contenuto dei testi incriminati. Difendere il diritto ad esprimere un'opinione non significa giudicare quell'opinione come buona.

domenica 27 maggio 2007

RIVOLUZIONE RIVOLUZIONE


E ora di fre una bella rivoluzione , e' assurdo quello che ci fanno questi governanti che se ne fregano di noi cittadini e si fanno le leggi ad personam e per i loro accoliti.
Svegliamoci e' ora di andare in piazza e far cadere qualche testa, nel senso fisico del termine, pazienza se poi nella foga ne cadranno qualcuna di piu' e' uno scotto minimo da pagare alla societa' se questa serve per far ritornare un po' di sana civilta' nel nostro sedicente paese democratico governato da questi SINISTRI
Leggetevi questo articolo x approfondire

lunedì 21 maggio 2007

ancora a proposito di Unicredito e Capitalia

L'ottimo articolo in proposito di Blondet che ci illumina su questa ennesima schifezza all'italiana che ce la fanno passare come una grande strategia aziendale





Perfezionato il sistema del saccheggio
Maurizio Blondet
21/05/2007
Vincenzo Visco
La fusione Unicredit-Capitalia?
Tutti i media si buttano a lodarla.
E ad escludere che, questa volta, ci sia entrata la politica.
La verità è - dunque - l’esatto contrario.
Risulta che Profumo non voleva comprare Capitalia, né mettersi con il pregiudicato bancarottiere Geronzi.
Come spiega il Financial Times, «l’acquisizione da 22 miliardi di euro di Capitalia sembra porre a rischio la tendenza (di Profumo) di ridurre l’esposizione ad un solo mercato».
Profumo ha sempre detto di voler «internazionalizzare».
E lo dice ancora, con parecchi soldi in meno.
Anche con il peso morto di Capitalia, «la banca resta internazionale e genererà ancora il 53% dei suoi introiti fuori d’Italia. … Avremmo fatto qualcosa di simile in Germania, ne avessimo avuto la possibilità».
Nessuna esultanza, come si vede.
Insomma Profumo ha dovuto obbedire.
Obtorto collo.
Alla politica.
Quale politica?
Geronzi ha ricevuto piogge di avvisi di garanzia per Parmalat, Cirio, e le mancate comunicazioni a Bankitalia sui crediti in sofferenza dei partiti.
Già, perché Capitalia ha salvato i DS dalla bancarotta.
Leggi tutto l'articolo

domenica 20 maggio 2007

Fast Food Estrogeni ed adesso scie chimiche

Cosa pensereste se veniste a sapere che tutti i giorni ci scaricano sulla testa tanti ma tanti di quei veleni per fare non so che'?
Guardate il cielo e se vedete delle strisce bianche che faticosamente si allargano ma che non vaporizzano, ecco quella e' una bella irrorata di agente chimico.
Avete mai spruzzato qualche "DDT" sugli insetti be' la parte degli insetti la stiamo facendo noi.
Per approfondire

NON SONO STATO IO

CRONACA

La schedina fortunata è stata giocata a Savignano sul Rubicone (Forlì-Cesena)
Si tratta della seconda più ricca vincita nella storia del gioco; il record nel 2005 a Milano

La titolare della tabaccheria: "Ha vinto sicuramente un nostro sistema"

ROMA - Centrato il 6 da 71.439.610 euro al concorso del Superenalotto a Savignano sul Rubicone (Forlì - Cesena), frazione Capanni, in Emilia Romagna. La vincita complessiva è di 71 milioni 547 mila euro, dal momento che il vincitore ha centrato, oltre al 6, anche sei 5. La schedina è stata giocata alla tabaccheria Rinaldi di P.za Colombo, 3. Si tratta della seconda più ricca vincita mai realizzata nella storia del Superenalotto.

Se infatti la prima vincita da record che si ricordi è quella del 31 ottobre 1998, quando Superenalotto portò 63.329.539.100 delle vecchie lire (32.706.977,38 EUR) a 100 fortunati giocatori di Peschici (Foggia), il record precedente a quello odierno fu invece stabilito il 4 maggio 2005 con la vincita da capogiro di 71.767.565,57 euro a Milano.

giovedì 17 maggio 2007

P I E D I N O alla ricerca della valle incantata


Piedino e' il protagonista di una fortunata serie di cartoni animati sui dinosauri che a mio figlio piace tantissimo.
Quindi quale cosa migliore e' stata una gita con la scuola a vedere dal "VIVO" queste creature.












http://www.lepietredeldrago.it/

mercoledì 16 maggio 2007

Gasparri Gasparri

Che ci fara' Gasparri ex Ministro delle comunicazioni come Direttore non esecutivo della TELIT industria Israelianissima con sede a Trieste ? In odore di tecnologia da intercettazione d'intelligence ( MOSSAD ) etcc.....

Mah.!!!!

X approfondire qui un articolo del solito ottimo Blondet e qui la faccina del ns onorevole nell'organigramma della Telit.







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I soldi di carta...straccia



Le tre firme sulle banconote della Repubblica Italiana



(di Sandro Pascucci)



Ricordate

le 500 lire di carta, con il Mercurio Alato? Quelle erano

dello Stato, erano nostre, non dovevamo restituirle

a nessuno
e nessuno ci chiedeva interessi a

fine anno. Non c'era scritto «Banca d'Italia» ma «Repubblica

Italiana - Biglietto di Stato a corso legale». Le

firme erano del Direttore Generale del Tesoro, del Cassiere

Speciale e c'era il visto della Corte dei Conti. Invece

nelle banconote emesse dalla Banca d'Italia le firme sono

del Governatore e del Cassiere, che sono Privati e

non fanno parte dello Stato! E gli «americani» ?

beh, si sa che loro sono sempre un passo avanti! infatti

hanno la Federal

Reserve
, un Ente totalmente PRIVATO, presente sulle

pagine gialle appena dopo la Federal Express!



per approfondire il furto del signoraggio la madre di tutti i mali





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lunedì 14 maggio 2007

Non c'è peggior cieco di chi non vuole vedere, né peggior sordo di chi non vuole sentire


Per legge impongono metodi terapeutici antitumorali che fanno bene solo alla salute delle grasse compagnie del farmaco,e questi sono di sinistra, diciamo che sono SINISTRI.


Finanziaria 2007 Riflessi etici scientifici terapeutici sociali


La Finanziaria 2007 (al comma 796, lettera Z), ha abrogato la disposizione di legge introdotta sotto pressione dell'opinione pubblica nel 1998, la cosiddetta «legge Di Bella» (articolo 3, comma 2 Decreto Legge numero 17 del 23 febbraio 1998, convertito con modificazioni, dalla legge 8 aprile 1998, numero 94), che consentiva al medico di prescrivere, al di fuori dei vincoli burocratici ministeriali, secondo scienza e coscienza, in base alle evidenze scientifiche, al momento in gran parte disattese dal prontuario del ministero della Salute.
Grazie a questa legge per anni i medici hanno potuto prescrivere farmaci di cui esisteva un razionale d'impiego scientificamente testato, ma ignorato dalle commissioni ministeriali (Prontuario).
Con la finanziaria 2007 la disposizione 94/98 non è più applicabile.
Il medico, per attenersi a queste disposizioni di legge, a questo coercitivo binario terapeutico, autentica dittatura terapeutica, non raramente sarebbe costretto a prescrizioni in contrasto con la propria coscienza, esperienza, cultura ed etica.
Gli è fatto esplicito divieto di prescrivere farmaci «off label» (fuori etichetta) per i cosiddetti usi «non previsti», anche se pienamente conformi ad un rigoroso e logico razionale d'impiego clinico basato sull'applicazione circostanziata, ragionata, consequenziale, delle evidenze scientifiche. Secondo il Giuramento di Ippocrate, il Codice deontologico, la Conferenza internazionale di Helsinki sulla etica medica, la Codificazione internazionale della medicina basata sull'evidenza (EBM), il medico non solo può, ma ha il dovere morale, umano, professionale, di applicare in ogni singolo caso e circostanza il farmaco meno tossico e più efficace.
La finanziaria 2007 fa nella maggioranza dei casi espresso divieto di applicare questi concetti ovvi, universalmente accettati e sottoscritti, umiliando la libertà e la dignità del medico con gravissimo danno per la salute degli ammalati.
Digitando nella massima banca dati medico scientifica www.pubmed.gov «Somatostatin or Octreotide (analogo) in cancer therapy», si evidenziano 23.000 pubblicazioni a conferma del suo potente e atossico effetto antitumorale.
Malgrado una conferma di questa portata, la Somatostatina, essenziale componente del MDB, di cui il professor Di Bella ha l'assoluta e incontestabile priorità d'impiego antineoplastico, non è prevista dal prontuario per la cura dei tumori, se non in rare eccezioni.
Il mancato inserimento nel prontuario di questa e di altre molecole antitumorali del MDB ampiamente confermate in letteratura come Melatonina, Retinoidi, Vit.D3, ecc, evidenzia la chiara e grave frattura tra dato scientifico e clinico-terapeutico imposta dalla finanziaria, frattura tanto facilmente verificabile, quanto eticamente imperdonabile e scientificamente insostenibile.
Infatti ricercando queste molecole su www.pubmed.gov e aggiungendo «in cancer therapy» [ricerca del 24 /03/2007] si evidenziano:
- somatostatina e/o Octreotid in cancer therapye 23.725 pubblicazioni, tra cui quella del premio Nobel Schally
- retinoidi 10.629 pubblicazioni
- vitamina D3 4.445
- melatonina 1.052
- vitamina E 1.506
- vitamina C 1.234
- calcio 6.289
- inibitori prolattinici: cabergolina 181
- condroitinsolfato 103
- omega 3.502
- glucosamine 123
- seleniometionina 114


Ritengo utile informare che questi farmaci, validati nello loro efficacia antitumorale e tollerabilità da una evidenza scientifica di questa portata, non sono altro che i componenti del Metodo Di Bella, esclusi dal prontuario malgrado una documentazione scientifica internazionale di questo livello.
Sono invece previsti a carico del SSN, e pertanto del contribuente, protocolli chemioterapici, di costi e tossicità elevati, di dubbia utilità terapeutica, penalizzati dall'induzione di un'inaccettabile percentuale di mortalità denunciata anche da un'agenzia della Reuters Healt [Wesport, CT 2001-05-17]: «Unexspected high mortality rated associated with chemoterapy regimen...» («Non ci si aspettava un tasso di mortalità così elevato associato ai protocolli chemioterapici...»).
Il dato è confermato dalla pubblicazione di Gerrard M. e AA [Br.J.Cancer 1998 Jun 77 (12) 281-5] con l'11% di decessi, non causati dal tumore ma unicamente da protocolli chemioterapici per malattie linfoproliferative tra i quattro giorni e gli undici mesi, dal suo inizio.
L'elevato effetto mutageno, la grave tossicità, la depressione immunitaria indotte dalla chemio, ne spiegano i gravi limiti.
Tutte le attuali terapie oncologiche valutate nel loro complesso, sono ferme, malgrado statistici funambolismi e mediatici trionfalismi, ad un 29% di sopravvivenza a 5 anni (M.A. Richards, D .E. Stockson e AA (BMJ 2000; 320:895 - 898), non ottenuta dalla chemio, ma da chirurgia+radioterapia+chemio.
Di questo 29% solo il 2,5% è dovuto alla chemio, come documentato dalla nota pubblicazione
«The contribution of cytotoxic chemotherapy to 5- year survival in adult malignancies» di Morgan G. e AA sulla prestigiosa rivista oncologica internazionale Clin. Oncol [2004 Dec.16 (8):549-60]. Questa pubblicazione ha la massima affidabilità e rilevanza scientifica per tre caratteristiche raramente riscontrabili in altri studi clinici e ancora più difficilmente coesistenti: 14 anni di osservazione dei pazienti, 22 diverse varietà neoplastiche studiate, una base statistica dell'ordine di grandezza di 225.000 pazienti.
Obiettivo della pubblicazione era la valutazione del reale contributo della chemio al raggiungimento dei 5 anni di sopravvivenza.
L'avvilente e disarmante risultato dello studio clinico documenta che su cento ammalati di tumore la chemioterapia consente solo al 2,3% di raggiunge i 5 anni, ma lo Stato italiano la impone per legge.


La chemio di Stato oltre molteplici e gravi danni, spesso permanenti, può produrre una tossicità tale da uccidere 11 pazienti su cento trattati, ma lo Stato fa obbligo al medico di prescriverla.
Nel fiore all'occhiello della chemio, i linfomi e le varie malattie linfoproliferative, dal citato lavoro di Morgan e AA, emerge evidente e documentato il dato che solo il 10,5% degli ammalati raggiunge i 5 anni.
Questi sopravvissuti, a causa dell'effetto mutageno della chemio praticata, sono però penalizzati dal doppio di possibilità di ammalarsi successivamente di tumori solidi rispetto alla media.
Pertanto tutte le statistiche oncologiche ufficiali di sopravvivenza vanno drasticamente ridimensionate.
Dopo i fatidici cinque anni la percentuale dei sopravvissuti decresce rapidamente negli anni successivi, come dimostrato da Lopez e AA nello studio clinico «Long - term results… Experience at the 20 th…» pubblicato su GacMed Mex [1998 mar. Apr, 134 (2):145-5].
Questo studio clinico certifica che la metà dei pazienti sopravvissuti a cinque anni, nel lungo termine muore per recidive tumorali.
Dalla finanziaria 2007 questi protocolli chemioterapici sono di fatto imposti come terapia unica di Stato a medici e pazienti, con l'onere per il contribuente di quasi centomila miliardi di vecchie lire l'anno.
Questi risultati hanno messo in crisi il rapporto di fiducia tra cittadino e istituzioni statali, accademiche sanitarie, clamorosamente emerso nel 1998 con le pubbliche dichiarazioni e testimonianze di numerosi ammalati di tumore guariti col Metodo Di Bella.
Quel contenzioso tra cittadini e istituzioni sanitarie statali, oncologiche e accademiche ufficiali, anche se silenziosamente, dal 1998 si è progressivamente aggravato, deteriorandosi al punto tale che in Italia, su quattro ammalati di tumore, tre rifiutano la chemioterapia.
Il dato emerge da un ampio studio statistico nell'ambito della Comunità Europea, condotto dal medico ricercatore Alex Molassiotis, che ha documentato come gli italiani nel rifiuto della chemio, siano al primo posto in Europa, dove è progressivamente decrescente la percentuale di ammalati disponibili ad accettare la chemioterapia.
Al momento in Europa 1 su due rifiuta la chemio.
Il dato fu pubblicato con grande rilievo poco più di 1 anno fa dal Quotidiano Nazionale, nel corso di un'intervista ad un illustre oncologo.
Anche noti organi di stampa europea, tra cui lo «Der Spigel», hanno trattato le ragioni del rifiuto sempre più esteso della chemio in un articolo ampiamente ripreso e diffuso da vari organi d'informazione e siti, tra cui: www.whale.to/a/chemo1.html .
Significativo il titolo «German Magazine Spiegel Tells the Truth About Chemo Treatment» («Il giornale tedesco Spiegel racconta la verità sulla chemioterapia»).


Uno dei giornali più letti in Germania, lo Spiegel, ha recentemente pubblicato un articolo di tre pagine sull'inutilità della chemioterapia.
Mentre gli oncologi dicono ai loro pazienti che la chemio aiuta ad incrementare l'aspettativa di vita, le statistiche hanno rivelato che per i tumori più comuni la chemioterapia non migliora assolutamente la situazione.
Nei casi di tumore alla mammella, la chemioterapia diminuisce addirittura la sopravvivenza media da 24 a 22 mesi, nel tumore alla prostata da 19 a 18 mesi…
Tutto sommato, la chemioterapia non agisce sui più comuni tipi di tumore.
Ciò che appare come una sorpresa per il lettore medio il lettore informato di farmacologia lo sapeva già da lungo tempo: il libro del dottor Ralph Moss «Questioning chemotherapy», un'analisi di un cospicuo numero di studi, rivela il medesimo risultato.
Il perché la medicina ortodossa continui a voler spendere più del 15% su questa inutile ed eccessivamente costosa terapia, rimane un mistero per quasi tutte le persone con un quoziente intellettivo di 3 cifre, tranne per coloro che, chiaramente, hanno capito che le aziende farmaceutiche non si occupano di aiutare i pazienti ma di guadagnar denaro.
Anche la massima agenzia internazionale di stampa, la Reuters, ha diffuso la citata notizia sull'alta tossicità e la scarsa efficacia della chemio, denunciando un'inaccettabile percentuale di mortalità: Reuters Healt [Wesport, CT 2001-05-17]: «Unexspected high mortality rated associated with chemoterapy regimen...» («Non ci si aspettava un tasso di mortalità così elevato associato ai protocolli chemioterapici...»).
Il dato è confermato dalla pubblicazione di Atra M. e AA [Br. J. Cancer 1998 Jun 77 (12) 281-5] con l'11% di decessi, non causati dal tumore ma unicamente da protocolli chemioterapici per malattie linfoproliferative tra i quattro giorni e gli undici mesi, dal suo inizio.
L'elevato effetto mutageno, la grave tossicità, la depressione immunitaria indotte dalla chemio, ne spiega i gravi limiti.
A fronte di questi risultati della chemio, sono già pubblicati su riviste internazionali e reperibili per esteso nel sito ufficiale www.metododibella.org studi clinici che documentano col MDB, nelle malattie linfoproliferative, una sopravvivenza dell'80% a 5 anni, e nei tumori polmonari in stadio 3° e 4°(critico-terminale), un incremento dell'aspettativa di vita del 300%, con un evidentissimo recupero della qualità di vita rispetto alle mediane di sopravvivenza tratte dai dati oncologici ufficiali internazionali.
Senza alcuna mortalità o rilevante tossicità causata dal MDB.


Nel trattato «Il Metodo Di Bella» ho riportato i componenti del MDB e il loro meccanismo d'azione dalla chimica alla biologia molecolare, documentandolo con oltre 2000 voci bibliografiche.
Negli attuali protocolli oncologici ciclo dopo ciclo, per l'elevato effetto mutageno dei chemioterapici, la selezione naturale agisce sulla variazione genetica conferendo un vantaggio evolutivo al fenotipo neoplastico.
Il continuo incremento di queste mutazioni chemioindotte, sommato alla naturale attitudine mutagena del fenogenotipo neoplastico, conferisce ovviamente alla cellula tumorale un vantaggio in termini evolutivi e proliferativi, che viene trattenuto dalla selezione, producendo ceppi sempre più resistenti, fino alla refrattarietà, proliferativi, invasivi, che colonizzano con crescente facilità, un organismo sempre più debilitato dalla chemio, che ne ha sovvertito strutture e funzioni vitali.
Un tumore inoperabile è comunemente considerato una condanna, ma in effetti è anche la chiara conferma della totale, reale, anche se inconfessata, incapacità della chemioterapia di eradicarlo.
La logica conseguenza della selezione chemioindotta di cellule sempre più aggressive in un organismo sempre più debilitato, non può che essere la frequente, anche se non ammessa, disseminazione neoplastica incontrollabile, che frequentemente, dopo variabili periodi, conclude dopo illusoria e temporanea riduzione volumetrica tumorale, i cicli chemioterapici.
L'oncologia, a fronte delle migliaia di pubblicazioni oggi reperibili a conferma dell'attività antiblastica di ogni componente del MDB (oltre un migliaio riportati nel portale ufficiale www.metododibella.org, oltre duemila nel trattato «Il Metodo Di Bella»), e del reciproco sinergico potenziamento, non può moralmente e razionalmente, scientificamente, giustificare l'ostinazione a fare della chemioterapia il fulcro, l'asse portante della terapia del cancro, e a rifiutare un esame attento, profondo, e soprattutto non prevenuto, delle basi scientifiche del MDB.
In conclusione: i presupposti scientifico clinici della chemioterapia stanno progressivamente vanificandosi, mentre l'aumento esponenziale di studi sperimentali e clinici sulla «terapia biologica» dei tumori (il termine è stato coniato dal professor Di Bella ad un congresso internazionale nel 1981) documenta che l'asse scientifico clinico terapeutico dell'oncoterapia si sta spostando da terapie citolitiche a terapie biologiche esattamente come anticipato dal professor Di Bella oltre 30 anni fa.
La libertà terapeutica del medico deve essere categoricamente rispettata e tutelata nell'interesse primario dell'ammalato, ma anche nella disgraziata ipotesi di una dittatura terapeutica, le commissioni ministeriali dovrebbero recepire e far applicare i dati più aggiornati e documentati della ricerca, le «evidenze scientifiche».
Non essendo questa la realtà italiana, molti si stanno attivando per chiedere alle competenti istituzioni di inserire nel prontuario almeno la somatostatina.


E' in corso infatti una raccolta di firme su scala nazionale per chiedere al ministro della Salute l'erogazione da parte del SSN della Somatostatina in fascia A per tutte le patologie tumorali. Abbiamo oltre 60.000 firme, e l'obiettivo delle 100.000 non è lontano.
Fine dell'iniziativa è superare l'ostruzionismo al MDB, in presenza di una corrente prassi terapeutica dal profilo dogmatico ed impositivo, caratterizzata spesso da elevata tossicità e dimostratasi non in grado di eradicare la maggior parte delle neoplasie.
Ormai la documentazione della determinante efficacia della somatostatina, su denominatori comuni a tutti i tumori, ha raggiunto una tale ampiezza ed evidenza da vanificare ogni obiezione scientifica alle sue indicazioni in tutte le patologie tumorali.
Il Vangelo recita: «Non c'è peggior cieco di chi non vuole vedere, né peggior sordo di chi non vuole sentire».
Il disprezzo per la verità e la pervicace negazione dell'evidenza, che ci sembra una mancanza di rispetto per chi soffre di tumore e per i familiari, ha vanificato sinora ogni iniziativa tesa a spiegare e documentare gli innovativi e determinanti progressi apportati dal MDB nella terapia oncologica.
I firmatari chiedono ai rappresentanti della nazione di difendere gli ammalati di tumore da ogni imposizione da parte di chi si ostina a non voler vedere verità evidenti, confermate da ampio e crescente riscontro nella letteratura e ormai documentate nella loro potenzialità terapeutica.
Il problema pertanto non è più scientifico, ma sociale, politico e civile.
La gente chiede giustizia e il rispetto della libertà di scelta terapeutica sancita dall'articolo 32 della Costituzione.*


Giuseppe Di Bella

*

Art. 32.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

domenica 13 maggio 2007

FESTA DELLA MAMMA

Se avessi un giardino, al posto del cuore,
saresti, tu, mamma, il mio pi
u bel fiore!!!!



thomas

giovedì 10 maggio 2007

La morale dell'economia.... Americana


Incredibile negli States e' piu' facile comprare un'arma che un cd usato.
Secondo la legislazione di alcuni stati degli USA sei trattato da vero terrorista se vendi un cd che piuttosto ti compri con poche formalita' e con quasi nessun controllo un intero arsenale da Marines.



I CD e il Compagno Kalashnikov

di Lorenzo Campani - Cosa succede in Florida quando si vuole vendere un compact disc usato in un negozio specializzato? E cosa accade quando invece in un altro negozio si vuole comprare un AK-47?


Roma - Le Twin Towers erano ancora lì, al loro posto nello skyline di New York, quando Ali Abu Kamal salì fino all'ottantaseiesimo piano di uno degli altri giganti della Grande Mela: l'Empire State Building. Era domenica 23 febbraio 1997.

Arrivato sulla terrazza panoramica tirò fuori una Beretta calibro 38 e sparò all'impazzata uccidendo un turista e ferendone altri sei. Poi si puntò la pistola alla tempia e tirò il grilletto per l'ultima volta.

Abu Kamal aveva 69 anni ed era un professore di inglese in pensione. Qualcuno dice che ce l'avesse con Israele e gli Usa, qualcun altro che ce l'avesse con tutto il mondo. Fatto sta che era arrivato a New York da Gaza appena due mesi prima, la notte di Natale del 1996, ma quasi subito era volato in Florida. Non per caso.

La Florida è uno degli stati con le leggi più permissive per quanto riguarda la vendita di armi.

Al professore bastò prendere la residenza in un motel e con questa andare a farsi rilasciare una patente di guida. Con la patente di guida si infilò nel primo negozio di armi e comprò la sua pistola automatica. Tutto in pochi giorni.
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mercoledì 9 maggio 2007

Gita scolastica finita in tragedia

BRRRR
Se penso che proprio Lunedi' sono stato in gita scolastica con mio figlio .


TORINO
- Erano stati in gita a Torino e stavano tornando a casa, quando il pullman che li trasportava si è ribaltato: così è morto M. V., un bambino di sei anni di una scuola elementare di Stroppiana, in provincia di Vercelli, e altri tre sono rimasti feriti, uno in gravissime condizioni. In tutto sono circa una ventina i feriti lievi o contusi. L'incidente è avvenuto al chilometro 18 del raccordo autostradale tra la A26 e la A4, tra Santhià e Vercelli. A bordo del pullman (Mercedes, da 55 posti), una comitiva di 41 bambini e quattro accompagnatori, oltre all'autista, Michele Epifani, 30 anni, illeso ma ricoverato in stato di choc all'ospedale di Casale Monferrato.

lunedì 7 maggio 2007

IL FILO AMERICANO


Alla fine i Francesi hanno scelto il filoamericano Sarkozy. Fortunatamente e' un politico da quattro soldi molto ambizioso e che segue il successo a tutti i costi. Quindi ,oggi e' conservatore o di destra se ancora si puo' dividere ancora la politica in questo modo. Ma fortunatamente non e' un politico che crea e fa storia come fu De Gaulle ma un semplice opportunista che si pieghera' dalla parte dove soffiera' il vento, questa e' la speranza.


Anche Brzezinski, come Gardner, disse: «Non possiamo balzare nel governo mondiale con un solo balzo».
Parlava, come detto, a Gorbachev.
Che era d'accordo (forse ricorderete: ripeteva pii fraseggi che gli erano stati suggeriti sulla «casa comune europea dall'Atlantico agli Urali».
Putin è d'altra pasta, e ciò induce a prevedere che l'asse Sarkozy-Merkel, filo-americano o meglio sub-americano, porterà l'Europa al rigelo con Mosca, appoggiando le situazioni conflittuali già create dagli USA con i missili che vuol piazzare in Polonia e Cekia.
L'alleanza franco-tedesca americanista trasformerà le esigenze dettate dal business USA alla Commissione Europea; questa trasformerà i desiderata di Monsanto e della lobby in «direttive»; i nostri governi servili le ratificheranno una ad una, facendole diventare «leggi dello Stato».
Il metodo è collaudato, e non ha mai svegliato i cittadini, sempre più soddisfatti di perdere la loro indipendenza e diventare «amministrati».
La nostra dipendenza dagli USA diverrà definitiva.
E Sarkozy avrà un decennio per elaborare il progetto transatlantico.
C'è qualche speranza che il progetto venga sventato?
Se c'è, è nella forza delle cose - il destino manifesto dell'Europa non è più atlantico, ma porta ad Est - e, forse, a Putin.
Può sembrare poco.
Ma William Pfaff, da noi spesso citato, ha invitato a non sopravvalutare la forza né la «personalità» di Sarkozy: egli - ha scritto - «è una figura balzachiana, l'avventuriero divorato dall'ambizione che si fa strada nel mondo e a forza di attivismo e instancabile energia arriva all'orlo del successo sognato. Egli può essere uomo di destra o uomo di sinistra: ciò a cui è fedele è il successo». (2)
Insomma, è una sub-personalità, un opportunista.
Se Pfaff ha visto giusto, Sarkozy non è l'uomo che fa gli eventi, ma che ne è fatto.
Quel tipo d'uomo di cui parlò Joseph De Maistre: «On a remarqué, avec grande raison, que la révolution française mène les hommes plus que les hommes la mènent. Cette observation est de la plus grande justesse… (…) Les scélérats mêmes qui paraissent conduire la révolution, n'y entrent que comme de simples instruments; et dès qu'ils ont la prétention de la dominer, ils tombent ignoblement» (Joseph de Maistre, «La révolution française», 1796).
Se la forza delle cose sarà più forte di lui, ne diverrà il servitore.
E' la sola speranza, per il momento.

Maurizio Blondet

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domenica 6 maggio 2007

Comprare casa oggi e domani e .........AUGURI

le case italiane costano moltissimo e non fanno che salire, la media è 3.500 euro al metro quadro a Milano.
Al punto che i giovani, per lo più precari, non possono permettersi un bilocale.
E’ vero, il mercato immobiliare italiano è atrocemente paralitico e bloccato, non è «mercato» per scarsità estrema di offerta e inefficienza edilizia.
Ma questo non cambia il dato di fondo, la tendenza storica.
Anche i nostri salari tendono, storicamente, a raggiungere quelli cinesi (che intanto salgono, ma poco).
Per le case in Italia, la tendenza storica sarà contrastata, ma alla lunga è ineluttabile.
Non solo i «compratori» aspiranti sono i giovani da mille euro al mese: la «domanda» che incontra una «offerta» da 300 mila euro per un trilocale modesto.
C’è anche il fatto che l’Italia invecchia: i vecchi muoiono e liberano l’appartamento, o lo mettono sul mercato per stabilirsi in campagna o ridursi, vista la miseria delle pensioni.
Poiché ci sono più vecchi che giovani, la «offerta» finirà storicamente per prevalere sulla domanda, deprimendo i prezzi.
Ciò significa tante conseguenze gravi.
Ne citiamo solo una: i giovani che oggi si svenano per comprare un bilocale carissimo, con mutuo di 35 anni, alla fine dei 35 anni avranno una casa vecchia che varrà molto meno di oggi, non fosse per il solo fatto che gli aspiranti compratori saranno di meno per cause demografiche.
Un «attivo» deprezzato, appunto, che non vale il sudore, il tirar di cinghia e la miseria di una generazione intera.
Lo stesso per le azioni: i vecchi le vendono per consumarsi i risparmi e pagarsi la badante, ma i compratori - figli e nipoti - sono in numero minore dei vecchi, saranno sempre meno, e avranno salari più bassi.
Le compreranno gli extracomunitari?
Forse, a voler essere ottimisti.
Ma non al prezzo del boom borsistico di oggi.
E’ la rivincita dell’economia reale sui trionfi cartacei della finanza.
E’ il risultato finale della globalizzazione nei Paesi (ex) sviluppati, (ex) industriali.
La «corsa verso il basso», come diceva quel sant’uomo di Ross Perot.
Gli americani non lo vollero come presidente, gli pareva un matto.
Ora hanno Bush.

Maurizio Blondet

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giovedì 3 maggio 2007

Crescono i single e le coppie senza figli

ROMA - La famiglia italiana cambia e si trasforma. Sempre più vecchia, con meno figli, ma anche più allargata: entrano colf, baby sitter e badanti ma anche "altri" genitori che si portano dietro altri figli; spesso è formata un solo genitore, soprattutto donne, con figli, oppure coppie di anziani con ancora i figli-adulti a carico, che non se ne vanno. Una famiglia "più lunga e più magra": le nuove forme famigliari, cioè composta di conviventi, single non vedovi, coppie non coniugate o ricostituite e genitori soli, sono 5 milioni e duecentomila (nel 2005), il 23 per cento del totale. Dieci anni prima erano circa il 16 per cento, circa tre milioni.
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martedì 1 maggio 2007

LAVORATOOORIIII TIE'

Gianfranco la Grassa
01/05/2007

Il presidente delle Assicurazioni Generali Antoine Bernheim
Sembra infine conclusa la telenovela della Telecom; il che non esclude ulteriori novità e magari, fra qualche anno, qualche altra «spiritosa invensiòn» da parte di un capitalismo sempre più imbroglione e parassitario.
Comunque, questa conclusione piace soprattutto al capitale finanziario che si situa nei dintorni di Intesa (Bazoli) con le sue servili propaggini governative guidate al momento dal «maggiordomo» Prodi.
Vediamo la situazione formale.
Telecom era controllata da Olimpia (Pirelli-Tronchetti 80% e Benetton 20%) con il 18% del capitale azionario dell'azienda telefonica.
Adesso, dopo il perfezionamento della compravendita, Olimpia si trasformerà in Telco che sarà sempre il gruppo di controllo della Telecom con il 23,6% delle azioni (al 18% di Olimpia si
aggiungono le quote di Mediobanca e Generali che fanno parte degli acquirenti).
A questo punto Telco avrà i seguenti azionisti: la spagnola Telefonica (che due-tre mesi fa era stata ostacolata dal governo Prodi nei suoi contatti per acquistare o comunque «partecipare» ampiamente Telecom) con il 42,3% azionario.
Questo è interessante: la spagnola accetta la quota di minoranza dopo che, appunto, il governo si era opposto a che si accordasse direttamente con Tronchetti.
Telefonica accetta inoltre di avere nella governance solo 2 posti su 15 (c'è chi parla di 3 su 19).
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Ayrton Senna 1° Maggio 1994 Un Mito



http://g1.globo.com/Noticias/Brasil/0,,MUL29425-5598-3421,00.html

Frutto Miracoloso x Diabetici ed Obesi conosciuta anche come MIRACOLINA

Miracle Fruit

Synsepalum dulcificum

a.k.a. Miracle Berry

A relatively tasteless berry with an amazing side-effect. After eating one miracle fruit, sour things will instantly taste sweet. Eating even the sourest of lemons, one will taste only sugary sweetness. The effect lasts an hour or two. The miracle fruit is a remarkable natural sweetener that is virtually unknown to much of the world.

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Uses

Berries are eaten fresh. Africans sometimes use the fruits to improve the taste of stale food. Fruits are being investigated as a possible source for a natural food sweetener.

Plant Cultivation

A slow growing bush or small tree to 15ft. Needs acidic soil and is intolerant to alkaline conditions. Will tolerate minimal frost when full grown, but needs lots of water year round. The miracle fruit cannot be grown outside in the United States except Southen Florida, but it makes an easy house plant. Fruit is produced throughout the year and hundreds of berries can be harvested from a single plant.

Origin and Distribution

Native to tropical West Africa.