giovedì 3 luglio 2008

NON CI POSSO CREDERE ?

Accordo UE: orario lavorativo a 60 ore settimanali



scritto alle 09:38 da Matilde Beretta in Governo, Notizie, Persone, Politica, unione europea







UEI 27 paesi dell’Unione Europea a Bruxelles hanno raggiunto l’accordo per consentire di lavorare più di 48 ore alla settimana.


Il tetto, infatti, è stato stabilito a 60 ore ma
verrà comunque concordato tra azienda e dipendente. Tra le novità,
anche una parità di trattamento da parte delle agenzie del lavoro e in
termini di maternità, stipendio e congedo per i lavoratori temporanei e
quelli a tempo indeterminato.


I ministri di Spagna, Belgio, Grecia, Ungheria e Cipro si sono
dichiarati contrari a questa misura, vista come un passo indietro
rispetto alle conquiste del XIX secolo.


Per quanto riguarda l’Italia, invece, il Ministro del welfare
Maurizio Sacconi, rassicura sul fatto che non vi saranno grandi
cambiamenti a fronte di questa novità: ”I contratti continueranno ad avere un ruolo centrale nel fissare gli orari di lavoro” - spiega - e la direttiva “consente
il cosiddetto ‘opting out’ a favore della contrattazione individuale
nel caso in cui non ci sia la contrattazione collettiva
“. “Credo che si dovrà aprire un tavolo di confronto - ha proseguito sullo stesso punto - con
l’obiettivo di rendere più favorevole la conciliazione dell’orario di
lavoro con i tempi di vita, a cominciare dalle necessità legate alla
famiglia. E’ il lavoratore stesso che oggi ha bisogno di uscire
dall’orario standard”.


[Via Adnkronos]

sabato 19 aprile 2008

Sante Parole







Il presidente Ahmadinejad attacca l'Occidente: "Guadagna
più dei Paesi produttori, ma questa arroganza sta per finire"












TEHERAN -
Il prezzo di oltre 115 dollari al barile raggiunto dal petrolio è
"ingannevole" a causa della svalutazione della divisa americana, e
quindi il greggio "dovrebbe trovare il suo giusto valore". Lo ha detto
il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, citato oggi dall'agenzia
Isna, sottolineando che "mentre il prezzo delle altre commodity è
salito, il valore economico reale del prezzo del petrolio è ancora
inferiore agli anni '80.



Ahmadinejad, che
parlava durante una visita ad una esposizione sull'industria
petrolifera e petrolchimica a Teheran, ha accusato anche i governi e le
compagnie occidentali di "fare più soldi dei Paesi produttori" grazie
alla vendita del petrolio e ha avvertito che "questo è uno spirito di
arroganza ed egoismo che presto finirà". "Alcuni - ha detto il
presidente iraniano riferendosi ai maggiori Paesi consumatori - pensano
che il petrolio appartenga a loro e che nei Paesi produttori venga solo
conservato per loro. Per questo cercano di averlo a prezzi bassi, ma
quando lo forniscono alle loro popolazioni fanno più soldi dei Paesi
produttori".



Per quanto
riguarda il dollaro, Ahmadinejad ha affermato che esso "non è più una
moneta di scambio" a causa della svalutazione. "Stampano in gran
quantità banconote che non hanno valore - ha detto il presidente - e le
distribuiscono nel mondo. Per questo un prezzo di 115 dollari al barile
per il petrolio è ingannevole, e il greggio deve trovare il suo giusto
valore".


(19 aprile 2008)

domenica 6 gennaio 2008

Mai fidarsi delle apparenze


Quattro amici si ritrovano dopo tanti anni.

Iniziano a parlare del più e del meno e, mentre uno va a ordinare da bere, gli altri cominciano a parlare dei propri figli.

Il primo dei tre dice:

"Sono molto orgoglioso di mio figlio .......

Ha iniziato a lavorare come fattorino, si è iscritto alle serali e si è diplomato.

Dopo pochi anni è diventato direttore ed oggi è il presidente della compagnia.

E' diventato cosi ricco da regalare a un suo amico che compiva gli anni una Mercedes superlusso".

Al che il secondo dice:

"Anche io sono molto orgoglioso di mio figlio .........

Ha cominciato a lavorare come steward a bordo di un aereo.

Nel frattempo è diventato pilota. Si è associato con altri e ha fondato una compagnia aerea.

Oggi è così ricco che lui a un amico per il compleanno ha regalato un aereo bimotore Cessna.

Il terzo allora racconta:

"Non posso dirvi l'orgoglio che mi da il mio .........

Ha studiato ingegneria. Ha aperto un'impresa di costruzioni e ha fatto i miliardi.

Lui, per il compleanno di un amico, gli ha regalato una villa da 1500 mq".

Nel frattempo il quarto torna e chiede di cosa stessero parlando, allora

i tre amici gli chiedono di suo figlio.

"Mio figlio è un gigolò per gay. Si guadagna da vivere così".

E gli amici: "Poverino, che disgrazia!"

"Ma quale disgrazia, sta una favola!

Pensate che quest'anno per il suo compleanno tre clienti gli hanno
regalato una Mercedes, un aereo privato e una villa di 1500 mq.!!! ...

E i vostri figli invece che fanno?!?"

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venerdì 14 dicembre 2007

Alitalia , ecco quanto ( in realta') vale questo gioiello di latta....da ridere per non piangere

MILANO - Alitalia è stata sospesa in Borsa stamane per
eccesso di ribasso. Il provvedimento è scattato dopo che il titolo ha
segnato uno scostamento superiore al 7,5% sul prezzo di controllo.
Attualmente il calo teorico segnato dalla compagnia aerea è del 25% a
0,8 euro, circostanza che impedisce il rientro nelle contrattazioni: la
riammissione del titolo è stata infatti rinviata diverse volte. Sul
titolo di Alitalia pesa la decisione del Cda di rinviare al 18 la scelta della cordata con la quale trattare in esclusiva la vendita della quota del Tesoro.

Secondo
indiscrezioni raccolte tra gli operatori di Borsa, sono però le
'miniofferte' di Air France e di AirOne ad aver causato la sospensione
del titolo Alitalia in Piazza Affari. Il gruppo francese è disposto a
offrire 35 centesimi, mentre l'imprenditore Carlo Toto soltanto 1
centesimo ad azione.
(2007-12-14 12:42:36)

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domenica 2 dicembre 2007

A quando l'aria ?

ROMA - In marcia per difendere l'acqua, "un bene comune che non
va privatizzato". Quarantamila persone, donne e uomini appartenenti a
comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose,
sindacali e politiche per sostenere una legge di iniziativa popolare
(già 400 mila le firme raccolte) per la tutela, il governo e la
gestione pubblica dell'acqua.





Tra le tante manifestazioni, le più svariate, che Roma è abituata a
ospitare quella di oggi in nome del diritto all'acqua che "non è una
merce" è stata sicuramente tra le più insolite. E quella che al momento
incassa anche un successo quasi immediato e quasi tangibile. Il
ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero promette infatti che
la "ripubblicizzazione dell'acqua sarà uno dei punti della verifica di
governo a gennaio".





Il corteo, animato e colorato con tante gocce d'acqua di cartone, è
stato organizzato dal Forum Italiano dei movimenti per l'acqua che
raggruppa 70 associazioni e reti nazionali e circa mille comitati
territoriali. Un arcipelago che ha sintetizzato in quattro punti le
cose da fare subito: moratoria contro tutte le privatizzazioni;
immediata approvazione della legge d'iniziativa popolare; ristrutturare
la rete idrica nazionale che tra perdite e infiltrazioni aiuta il
mercato delle privatizzazioni, "una grande opera pubblica" recita un
cartello sarcastico. Infine la gestione pubblica e partecipata dai
lavoratori e dalle comunità locali (www.acquabenecomune.org).







Nel corteo bandiere di diverse sigle. Tra le altre, quelle di Verdi,
Prc, Sd, Pdci, Cobas, Cgil, Wwf e gonfaloni di alcuni comuni, come
Gualdo Tadino. Fra i manifestanti anche i volontari dei "grilliromani",
nati dal blog di Beppe Grillo.





"Senza beni comuni come l'aria e l'acqua non possiamo vivere: sono
diritti fondamentali degli esseri umani fin dalla nascita e non si
possono ridurre a merce" ha affermato il missionario comboniano Alex
Zanotelli, uno dei personaggi simbolo della battaglia per la
ripubblicizzazione del sistema idrico in Italia. Con lui ha sfilato
anche il leader dei Verdi e ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro
Scanio che ha sottolineato come "bisogna evitare che ci sia un
tentativo di privatizzazione, che ci porterebbe - anche nel mondo - a
vere e proprie guerra per l' acqua: noi non vogliamo correre questo
rischio".





Il ministro Ferrero ha appoggiato la manifestazione perché - ha scritto
in un comunicato destinato al Forum delle acque - "l'acqua costituisce
un bene di prima necessità che non può essere mercificato né,
tantomeno, monopolizzato da qualche multinazionale". Una realtà, scrive
il ministro, "ancora più vera in un momento in cui i cambiamenti
climatici in corso stanno rendendo la scarsità delle risorse idriche un
problema ancora maggiore rispetto al recente passato". Considerare
perciò l'acqua come un bene pubblico è una strategia di salvaguardia
per il futuro di tutti i cittadini.





Il decreto fiscale appena approvato ha bloccato per un anno la
privatizzazione dei servizi idrici. E' qualcosa, ma ancora troppo poco.
"E' necessario - aggiunge il ministro - arrivare al più presto a una
legge che conduca alla ripubblicizzazione integrale dell'acqua". E
questo deve essere uno dei punti della verifica di gennaio.






(1 dicembre 2007)

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sabato 17 novembre 2007

UN PO' DI LUCE ?

CITTA' DEL VATICANO - Si oscurano i rapporti tra Vaticano e
Israele. Il numero uno dei diplomatici vaticani, monsignor Pietro
Sambi, denuncia pubblicamente il governo israeliano di malafede per non
aver mantenuto gli impegni presi solennemente ben quattordici anni fa:
"C'è assenza di volontà politica". E poi un attacco frontale: "Le
relazioni tra la Chiesa cattolica e lo Stato di Israele erano migliori,
quando non c'erano i rapporti diplomatici".
Sambi non è un nunzio
qualsiasi. Rappresenta Benedetto XVI presso l'amministrazione Bush ed è
stato ambasciatore in Israele. Viene da una scuola in cui le parole si
pesano al milligrammo. La sua ira, condivisa tacitamente in Segreteria
di Stato, è dovuta al fatto che dopo la firma dell'Accordo fondamentale
tra Santa Sede e Israele nel 1993, c'era l'impegno - firmato - di
procedere rapidamente alla definizione dello status giuridico delle
istituzioni ecclesiastiche in Terrasanta e delle relative esenzioni
fiscali. Firmati dal governo israeliano dell'epoca, i patti non sono
mai stati ratificati dalla Knesset né vengono riconosciuti dai
tribunali. I lavori di una commissione mista, che doveva portare alla
loro realizzazione, si trascinano da anni tra rinvii e improvvise
diserzioni da parte israeliana. Una presa in giro.





Così Sambi è andato al cuore della questione: la mancanza di buona fede
da parte dei governi israeliani. Ha ricordato che il Vaticano,
stabilendo i rapporti diplomatici con Israele, aveva compiuto un "atto
di fiducia" e invece non sono state mantenute le "promesse" di regolare
le attività concrete della Chiesa cattolica in Terrasanta. Di qui la
dura conclusione: "La fiducia non si compra al mercato. Si consolida
con il rispetto degli accordi firmati e con la fedeltà alla parola
data". Con una chiosa sferzante: "Lo stallo attuale nelle trattative
pare misterioso non solo alla Santa Sede, al mondo cristiano e a tanti
paesi amici d'Israele, ma anche a molti ebrei, siano essi onorabili
cittadini d'Israele o di altri Paesi".







Apparso sul sito della rivista Terrasanta, appartenente ai Francescani
di Gerusalemme, cui spetta giuridicamente la "custodia" dei Luoghi
Santi, l'attacco del nunzio ha lasciato sbigottito il governo
israeliano. Nella serata di ieri il portavoce vaticano padre Lombardi è
parso prendere prudentemente le distanze. "Da parte della Santa Sede -
ha commentato - si ribadisce l'auspicio, già espresso in occasione
della recente visita del presidente Peres al Santo Padre, per una
rapida conclusione degli importanti negoziati ancora in corso e per la
soluzione di comune accordo dei problemi esistenti".
Ma nel distanziarsi il
Vaticano lancia un avvertimento pungente: "L'intervista con monsignor
Sambi - spiega Lombardi - riflette il suo pensiero e la sua esperienza
personale vissuta nel corso degli anni del suo servizio presso la
Delegazione apostolica di Gerusalemme e come nunzio in Israele".





In altre parole, Sambi dà voce alla documentazione raccolta e poiché
dopo il servizio in Israele è stato addirittura promosso alla sede
diplomatica mondiale nr.1, se ne ricava l'impressione che attraverso di
lui il Vaticano lanci un estremo monito alla leadership israeliana
perché la smetta con la tecnica inaccettabile del rinvio.





La dichiarazione di Lombardi non è bastata a Israele. L'ambasciatore
israeliano presso la Santa Sede, Ben Hur, ha chiesto ieri con urgenza
un chiarimento alla Segreteria di Stato. Perché ogni parola di Sambi
brucia. Come la critica per le difficoltà frapposte da Israele
all'arrivo di personale ecclesiastico cattolico dall'estero: "La
ragione spesso fornita da Israele per giustificare le lungaggini è
stata la priorità da dare alla sicurezza. Ma la sicurezza, dice la
logica, si accresce aumentando il numero dei Paesi amici e diminuendo
quello dei nemici".







(17 novembre 2007)

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venerdì 26 ottobre 2007

Alla fine La Carbon Tax e' arrivata

Sarko , il presidente francese ( che i francesi gia' si pentono di averlo eletto ) lancia la Carbon Tax in Francia. E l'inizio della tassazione globale oltre al liberismo globale.

Caro cittadino tu inquini e quindi devi pagare.

Qui si chiude il cerchio
le industrie fanno e inquinano
e le stesse industrie fanno business con quello che loro inquinano
facendolo pagare a noi.


SPLENDIDO



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venerdì 19 ottobre 2007

Liberta' d'espressione

se passa questa legge , che ziti zitti il governo in piena estate ha formalmente approvato in CDM , non potro' piu' neanche pubblicare una foto un video od un disegno di mio figlio.
Ciao Italia , appena posso me ne vo'.


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mercoledì 3 ottobre 2007

NOOOO... Ditemi che è una bufala

"Non so se siamo pagati troppo, probabilmente un po' meno del giusto".
Lo ha detto il ministro della giustizia Clemente Mastella che, nel
corso di un suo intervento a un convegno su giustizia, sicurezza e
diplomazia, ha toccato con queste parole il tema dei costi della
politica.

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