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venerdì 26 ottobre 2007

Alla fine La Carbon Tax e' arrivata

Sarko , il presidente francese ( che i francesi gia' si pentono di averlo eletto ) lancia la Carbon Tax in Francia. E l'inizio della tassazione globale oltre al liberismo globale.

Caro cittadino tu inquini e quindi devi pagare.

Qui si chiude il cerchio
le industrie fanno e inquinano
e le stesse industrie fanno business con quello che loro inquinano
facendolo pagare a noi.


SPLENDIDO



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lunedì 20 agosto 2007

NONNO TE STANNO A FREGAAAA'

La lunga manus delle banche con il favore di una legge del prono governo di centrosinistra si appresta ad ingoiarsi un patrimonio stimato in 900 mld di euro.
Ovviamente a strozzo. In pratica al nonnino gli concedono un mutuo vitalizio con clausole capestro ed ipotecano cosi' la casa per quattro soldi di contropartita.Gli eredi poi si vedranno ereditato il bel mutuo con il rischio di perdere irrimediabilmente l'immobile per l'esosita' del debito.
Aho', ho lavorato una vita per farmi casa poi le banche mi concedono un mutuo ipotecario per poter racimolare un po di soldi per pagarmi le medicine e le cure che uno stato parassita e sprecone non mi puo' piu' permettere e quindi beffa nella beffa non avro' neanche la soddisfazione quando si andra' a miglior vita di lasciare il frutto del mio lavoro ai miei figli.
GRAZIE PRODI

http://www.terzaeta.com/news/marzo2006/09.html

giovedì 9 agosto 2007

E alla fine il bubbone e' scoppiato

I banchieri centrali decidono una grande immissione di liquidità
nel sistema bancario. Operazione inferiore solo a quella fatta dopo l'11 settembre
Crisi mutui, la Bce avverte
"Pericoli anche per l'Europa"
"E' opportuno tenere sotto osservazione i mutamenti del clima di fiducia"
Bush: "La nostra economia è forte e sul mercato c'è abbastanza liquidità"

FRANCOFORTE - "Il mercato mondiale dei prestiti a elevata leva finanziaria, ivi compreso un ampio segmento europeo, mostra alcune analogie con il mercato statunitense dei mutui ipotecari di qualità non primaria (sub-prime) che potrebbero dar adito a timori per la stabilità finanziaria nel caso di una svolta avversa nel ciclo del credito". Lo afferma la Banca Centrale Europea in un articolo dedicato ai 'Leveraged buyout e la stabilità finanziaria', contenuto nel consueto Bollettino mensile. In parole povere i banchieri centrali temono che la crisi dei mutui non onorati scoppiata negli Usa possa investire anche l'Europa. In campo scende anche il presidente Usa George Bush che ricorda: "La nostra economia è forte e sul mercato c'è abbastanza liquidità".

L' osservazione della Bce arriva nel giorno in cui Bnp Paribas ha annunciato la sospensione di tre fondi che investono nel mercato americano dei suprime. La decisione presa da BNP Paribas fa seguito a quella assunta nei giorni scorsi in Germania da Union Investment Management Gmbh e da Frankfurt Trust di 'congelare' le richieste di rimborso a valere su strumenti analoghi. I fondi bloccati dall'istituto francese avevano asset per circa due miliardi di euro alla data del 27 luglio scorso, inclusi 700 milioni legati al credito cosiddetto 'sub-prime'.



E che non si tratti di un'ipotesi accademica lo rivela il fatto che la Bce abbia oggi fatto l'immissione di liquidità più grande mai svolta dalla banca centrale. Alle banche dell'eurosistema che temono una rarefazione della liquidità per un allargamento della crisi dei mutui subprime sono stati concessi 94,841 miliardi di euro, una mole di liquidità seconda solo a quella immessa sui mercati subito dopo l'attacco terroristico alle Twin Towers dell'11 settembre 2001: in due operazioni, il 12 e 13 settembre, allora la Bce fornì liquidità per 69 e 40 miliardi. In totale 109 miliardi di euro.

Gli elevati rapporti di leva finanziaria nei recenti buyout possono essere paragonati a rapporti elevati fra l'ammontare del prestito e il valore delle garanzie in mutui ipotecari di qualità non primaria, cioè i subprime. "Inoltre, la pratica della ricapitalizzazione dei dividendi, per cui i partner del leverage buyout possono beneficiare della crescente valutazione di mercato delle società obiettivo - spiega la Bce - è analoga al rifinanziamento dei muti ipotecari, che è stato un fattore importante a sostegno del mercato di qualità non primaria negli anni in cui erano in aumento i prezzi per gli immobili residenziali statunitensi. Dal momento che la concorrenza fra banche è stata notevole per l'attività di sottoscrizione e consulenza del mercato dei leveraged buyout, i criteri di erogazione dei prestiti possono essere peggiorati e potrebbero essere state adottate strutture più favorevoli ai prenditori, come i contratti di debito a clausole ridotte", osserva ancora la Bce, evidenziando come questo sia "analogo ai mutui ipotecari a soli interessi e ammortamento negativo applicati all'attività di erogazione di prestiti di qualità non primaria".

L' Eurotower osserva comunque come fra il mercato dei prestiti ad elevata leva finanziaria e quello dei mutui ipotecari di qualità non primaria "sussistono anche differenze importanti: quella principale è che, a differenza dei prenditori nei mercati dei mutui ipotecari di qualità non primaria, quelli dei mercati dei prestiti a elevata leva finanziaria sono in genere più sofisticati in termini finanziari. Sono stati quindi in grado di favorire accordi che in molti casi tutelerebbero dalle oscillazioni cicliche a breve termine. Nonostante queste strutture protettive - spiega la Bce - l'esperienza dei mutui ipotecari di qualità non primaria potrebbe fornire un'illustrazione di come il mercato dei prestiti ad elevata leva finanziaria potrebbe evolversi in un più ampio rallentamento del mercato creditizio".La paura della Bce è che "una flessione del mercato potrebbe esporre molti a condizioni di mercato che non erano state prese in considerazione nelle transazioni originali in termini di prezzo. Ad esempio, tassi di interesse di mercato più elevati potrebbero diminuire la copertura delle operazioni esistenti, spingendo forse alcuni di essi all'insolvenza".

Per il resto i banchieri di Francoforte continuano a vedere un pericolo prezzi. "Resta necessario intervenire con tempestività e fermezza per assicurare la stabilità dei prezzi nel medio periodo", è scritto nel bollettino di agosto, confermando dunque implicitamente ulteriori ritocchi al rialzo dei tassi d'interesse.

Il rincaro del petrolio, il profilarsi di vincoli di capacità e il potenziale rafforzamento della dinamica dei salari e dei costi, rileva l'istituto di Francoforte, "avvalorano i rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi nel medio-periodo". Pertanto "è essenziale vigilare con molta attenzione per evitare che si concretizzino rischi per la stabilità dei prezzi nel medio periodo".

Ai rischi sui prezzi, osserva l'Eurotower, si accompagna comunque una fase decisamente positiva e la Bce chiede ai governi di approfittarne per risanare i bilanci.

(9 agosto 2007)

giovedì 14 giugno 2007

Francia mini rivoluzione fiscale per il bene della nazione

La gestione Sarkozy è cominciata con una detassazione: quella degli straordinari.
Chi lavora ore straordinarie si trova in tasca di più di quando lavora nell’orario normale.
Geniale: questa detassazione selettiva è volta a incentivare la voglia di lavorare.
In questo senso, è l’esatto opposto ideologico del mantra della sinistra francese, la settimana obbligatoria di 35 ore. continua

I nostri politicanti economisti (VISCO/ PADOA SCHIOPPA ) neanche sono in grado di copiare o vedere quello che fanno gli altri ........

lunedì 21 maggio 2007

ancora a proposito di Unicredito e Capitalia

L'ottimo articolo in proposito di Blondet che ci illumina su questa ennesima schifezza all'italiana che ce la fanno passare come una grande strategia aziendale





Perfezionato il sistema del saccheggio
Maurizio Blondet
21/05/2007
Vincenzo Visco
La fusione Unicredit-Capitalia?
Tutti i media si buttano a lodarla.
E ad escludere che, questa volta, ci sia entrata la politica.
La verità è - dunque - l’esatto contrario.
Risulta che Profumo non voleva comprare Capitalia, né mettersi con il pregiudicato bancarottiere Geronzi.
Come spiega il Financial Times, «l’acquisizione da 22 miliardi di euro di Capitalia sembra porre a rischio la tendenza (di Profumo) di ridurre l’esposizione ad un solo mercato».
Profumo ha sempre detto di voler «internazionalizzare».
E lo dice ancora, con parecchi soldi in meno.
Anche con il peso morto di Capitalia, «la banca resta internazionale e genererà ancora il 53% dei suoi introiti fuori d’Italia. … Avremmo fatto qualcosa di simile in Germania, ne avessimo avuto la possibilità».
Nessuna esultanza, come si vede.
Insomma Profumo ha dovuto obbedire.
Obtorto collo.
Alla politica.
Quale politica?
Geronzi ha ricevuto piogge di avvisi di garanzia per Parmalat, Cirio, e le mancate comunicazioni a Bankitalia sui crediti in sofferenza dei partiti.
Già, perché Capitalia ha salvato i DS dalla bancarotta.
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